A scuola ho visto cose che voi umani non potete immaginare...

domenica 30 dicembre 2007

Anno nuovo ...

Il primo gennaio da molti anni è dedicato alla preghiera per la pace.
Noi pacifisti siamo quasi disillusi da tutto ciò che accade: violenza, guerre, arroganza, un’economia che alimenta ingiustizia, l’uomo sembra non imparare dalla propria storia, dai propri errori, forse non cambierà mai.
La lezione che ci viene dalla fede è semplice:solo un cuore pacificato può diventare pacifista.
Il pacifismo cristiano non è una moda da cavalcare, un atteggiamento istintivo, ma la scelta consapevole di chi ha incontrato la pace profonda che solo l’amore di Dio può dare.
Sono pacifista perché Dio ha convertito la mia violenza e la mia rabbia e se, talora, l’uomo vecchio emerge nelle mie azioni e in me, so che Dio solo è all’origine dell’accoglienza e della tolleranza.
Per accorgermi di questo devo continuamente convertire il mio cuore: troppa gente usa Dio per giustificare le proprie scelte di violenza.
don Paolo Curtaz

domenica 23 dicembre 2007

venerdì 21 dicembre 2007

DIO HA BISOGNO DI NOI

Essere uomini è bello, essere uomini è talmente bello che Dio vuole essere uno di noi.
Bello il colore della terra in primavera, il volo degli uccelli, la luce accecante dell’estate, l’odore della neve, il cibo caldo preparato con amore, l’odore del legno appena piallato, il sorriso sincero dell’amico, l’abbraccio tenero e affettuoso del padre che torna stanco dal lavoro.
Questa umanità che odora di fritto e di sudore, di fumo e di paura, povera e inquieta, incerta del futuro, è il luogo che Dio abita e trasfigura.
Se Dio è così significa che Dio è accessibile e ragionevole, tenero e misericordioso. Che l’idea di un Dio potente da tenere a bada, che si fa gli affari suoi, sommo egoista bastante a se stesso, è fasulla e pagana, che Dio ama, prima di essere amato, che non ti risolve i problemi ma li condivide, che ti invita a vedere le cose in modo diverso.
Se Dio è così significa che ha bisogno di noi, come ha avuto bisogno di una madre e di un padre.
E che io posso riconoscere Dio e servirlo in ogni sconfitto, in ogni povero, in ogni abbandonato.
Che la fragilità degli uomini è il luogo che Dio vuole abitare, che, se vivo questo Natale con la morte nel cuore, allora è esattamente la mia festa, perché Dio abita anche la stalla della mia vita.
don Paolo Curtaz

martedì 18 dicembre 2007

0643e703a3d649d7d12464b379acdf37.jpgSono veramente "scocciato", per non usare altri termini, quando una festa religiosa, di qualsiasi religione, viene utlizzata per altro scopo.

In prossimità delle feste natalizie è ormai evidente non solo il consumismo (a ciò si può porre rimedio attraverso delle scelte eque, solidali, sobrie, ecc.) ma la martellante attività pubblicitaria che fa diventare "SOTTOCOSTO" anche il Natale.

Mi riferisco, avrete sicuramente capito, ai volantini pubblicitari di super, iper, mega, ultra mercati che per vendere non esitano ad abbinare, im questo periodo di aumento dei prezzi dei generi alimentari, la parola NATALE con SOTTOCOSTO.

Non ce la faccio più!